Controlli periodici dell’auto , ecco cosa fare

Controlli periodici dell’auto , ecco cosa fare

Tagliandi programmati:

Nelle vetture moderne si tende ad allungare la percorrenza tra un tagliando e l’altro, per ridurre i costi d’uso e limitare le soste in officina; per questo, s’impegnano anche sistemi in grado di determinare la frequenza degli intervalli di manutenzione in funzione dello stile di guida, dei percorsi effettuati e del livello di decadimento del lubrificante. La diligente effettuazione dei tagliandi è condizione necessaria per poter usufruire della garanzia della vettura. Pertanto, almeno nel primo periodo d’uso, è necessario rispettare le prescrizioni della Casa, rivolgendosi esclusivamente alla rete di assistenza ufficiale. Tra l’altro, la complessità delle vetture attuali, zeppe d’elettronica, fa sì che solo con gli strumenti adatti e disponendo delle informazioni del costruttore si possa intervenire con sicurezza. Un’altra ragione per continuare a rivolgersi alle officine autorizzate per la manutenzione è il fatto che con i clienti “fedeli” le Case tendono a essere più “generose” e disponibili ad assumersi gli oneri di riparazione di guasti anche a garanzia scaduta (naturalmente sotto certe condizioni, quali la natura del guasto, l’età e la percorrenza della vettura ecc.).

Cambio olio:
tagliandoOggi l’olio si cambia di rado, visto che gli intervalli di sostituzione si allungano sempre più. A maggior ragione, però, si devono usare lubrificanti adatti: attenersi, dunque, alle indicazioni del libretto d’uso e manutenzione. Per effettuare l’operazione si presentano diverse opportunità: la più ovvia è affidare il tutto alla concessionaria o al meccanico, che garantiscono un lavoro ben fatto, anche se talvolta non si può scegliere l’olio preferito e il conto comprende pure la manodopera e il prezzo pieno del lubrificante; lo stesso accade dai benzinai. Chi ha il tempo, lo spazio, i pochi attrezzi necessari e la voglia di farlo può procedere personalmente alla sostituzione, seguendo semplici regole per compierla nel modo migliore. In primo luogo, è bene che il motore sia a temperatura di esercizio, per far sì che l’olio fluisca meglio; la vettura dev’essere in piano e il recipiente che raccoglie l’olio deve avere capacità sufficiente. Inoltre, il motore deve essere spento da qualche minuto, così da far tornare tutto il lubrificante nella coppa. Il tappo del bocchettone di riempimento deve essere tolto, così come l’astina di livello; una volta svitato il tappo di scarico, si deve attendere almeno una decina di minuti per consentire a tutto l’olio di uscire dalla coppa. Successivamente, si riavvita il tappo senza serrare troppo, sostituendo la guarnizione, se presente, e si sostituisce il filtro, lubrificando con un velo d’olio la guarnizione di quello nuovo e stringendolo a mano. Dopo, si riempie il carter con lubrificante fresco, badando a non mettere subito tutta la quantità prescritta: conviene tenerne da parte circa un litro, che verrà rabboccato dopo avere fatto funzionare il motore per qualche minuto, in modo da valutare meglio il livello nella coppa. Infine, l’olio esausto va smaltito correttamente. Ogni comune ha una o più zone di raccolta dei rifiuti che comprende anche un contenitore per l’olio motore; in caso di dubbio, si può telefonare al numero verde del Consorzio obbligatorio degli oli usati (800.863048) o visitare il sito www.coou.it per avere indicazioni sul punto di raccolta più vicino.

Sostituzione batteria:


batteriaIl modo più semplice e sicuro per sostituire una batteria guasta è affidarsi al meccanico o a un elettrauto, che provvederà anche al corretto smaltimento. Volendo procedere personalmente, si deve innanzitutto acquistare la batteria nuova, facendo attenzione che le caratteristiche elettriche, le dimensioni e la disposizione dei poli siano compatibili con l’auto. In caso di dubbio, non acquistare la batteria negli ipermercati, ma rivolgersi a un autoricambista. Per lo smontaggio, per evitare cortocircuiti staccare prima il morsetto negativo (segno “-”), poi quello positivo (”+”), quindi togliere le staffe di fissaggio e rimuovere la vecchia batteria. Pulire il vano di alloggiamento e i morsetti (quest’ultimi con spazzola metallica), montare e fissare la batteria nuova e riattaccare i morsetti, prima il positivo e poi il negativo. Consegnare la vecchia batteria alla piattaforma di raccolta dei rifiuti del comune di residenza, o, in alternativa, rivolgersi al Cobat, Consorzio obbligatorio batterie al piombo esauste, telefonando al numero verde 800.869120 oppure visitando il sito Internet www.cobat.it.

Rotazione pneumatici:

pneumaticiSe l’usura dei pneumatici procede regolarmente, con le sole differenze dovute ai diversi carichi e forze agenti sugli assi, non è strettamente necessario effettuare la rotazione. In questo modo, sulle trazioni anteriori si consumeranno prima le gomme davanti; sostituendole, è bene montare le nuove al retrotreno, per due motivi: si migliora la stabilità della vettura e si usurano in tempi relativamente brevi le coperture originariamente montate dietro, che altrimenti invecchierebbero con poca usura, manifestando, nei casi peggiori, distacchi nella carcassa. Lo scambio dei pneumatici tra gli assi (quelli davanti vanno montati dietro e viceversa, senza incrociarli) uniforma il consumo e porta alla sostituzione dell’intero treno di gomme, il che garantisce un comportamento stradale più equilibrato e pone al riparo da soluzioni “miste” quando si sostituiscono una o due coperture e non è più reperibile il tipo ancora montato sull’altro asse. Per contro, con l’inversione non si evidenziano eventuali imperfezioni nella regolazione dell’assetto che potrebbero portare a usura irregolare del battistrada. Nel caso lo si voglia compiere, lo scambio va fatto a intervalli regolari, di 5/10.000 km in caso di usura irregolare, e a percorrenze doppie se tutto è a posto e si adotta una guida tranquilla.

Sostituzione pneumatici:

pneumaticiNon consumare troppo i pneumatici prima di sostituirli. Meglio cambiarli prima che venga raggiunto il limite di 1,6 mm consentito dal Codice: quando lo spessore del battistrada scende sotto i 3 mm, l’aderenza al fondo stradale bagnato si riduce decisamente per fenomeni di aquaplaning, ossia di galleggiamento della gomma sullo strato d’acqua. Questo evento è decisamente più avvertibile con le gomme larghe che non con quelle strette, quindi va fatta attenzione all’usura soprattutto se la vettura adotta pneumatici ribassati di dimensioni generose. Va comunque tenuto presente che anche con battistrada nuovi l’aquaplaning può verificarsi lo stesso, se la velocità è eccessiva rispetto alla profondità dello strato d’acqua. Montando nuovi pneumatici, rispettare le prescrizioni della carta di circolazione, ricordando che il codice di velocità e l’indice di carico possono essere uguali o superiori a quelli indicati.

Sostituzione liquido freni:

freniIl liquido freni è igroscopico (assorbe, cioè, l’umidità dell’aria): ciò riduce la temperatura d’ebollizione, creando una situazione pericolosa perché quando si frena il pedale va a fondo e non si ottiene nessun effetto frenante (il vapore, a differenza del liquido, è comprimibile). Occorre fare sostituire il liquido freni alle scadenze prescritte (in genere, ogni 2-3 anni) con un prodotto avente le caratteristiche indicate dal costruttore (vedere il libretto d’uso e manutenzione).

Sostituzione liquido raffreddamento:

liquidomotoriIl termine liquido permanente non tragga in inganno: significa che il fluido va bene per tutte le stagioni (mentre una volta in inverno si doveva svuotare il circuito di raffreddamento e riempirlo con liquido antigelo), ma non vuole dire che dura per sempre. Meglio sostituirlo secondo le prescrizioni della Casa o almeno ogni quattro anni. L’operazione è concettualmente semplice (sulle auto attuali, in genere, si svuota il circuito di raffreddamento staccando il manicotto inferiore del radiatore), ma per evitare la formazione di sacche d’aria che comprometterebbero il funzionamento dell’impianto e per smaltire correttamente il vecchio liquido (altamente inquinante) è bene rivolgersi a un’officina.

Filtro antipolline:

filtroantipollineÈ importante sostituire alle scadenze previste il filtro, perché s’intasa progressivamente e diventa quasi un “tappo” che ostacola la circolazione dell’aria. Per colpa di un filtro intasato, ci si potrebbe trovare con la ventola alla massima velocità (con relativo rumore) e solo un refolo che esce dalle bocchette. Inoltre, con il passare del tempo l’efficacia della “spugna” che assorbe gli inquinanti si attenua. La sostituzione del filtro antipolline può essere più o meno complessa, in funzione della posizione: consultare il libretto d’uso e manutenzione per la corretta procedura.

Ricarica condizionatore:

ariacondizionataSe le prestazioni del condizionatore decadono, è probabile che sia necessario verificare, ed eventualmente ripristinare, la carica di fluido refrigerante. L’operazione va fatta da specialisti, che dispongono di un’apposita macchina che estrae il fluido dall’impianto, lo pesa, lo filtra e lo reintroduce nel circuito, integrando la quantità che manca con fluido fresco. Il tutto in breve tempo (l’impianto dispone di innesti rapidi standardizzati per il collegamento dell’apparecchio di ricarica) e a un costo ragionevole.

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