I peggior disastri petroliferi della storia

I peggior disastri petroliferi della storia

Per disastri petroliferi si intendono i disastri causati dal petrolio, in particolare la perdita del petrolio dalle navi cisterne, compromettendo così l’ambiente terrestre e marino e sconvolgendo interi ecosistemi. In questo articolo vogliamo illustrare alcuni dei  peggior disastri petroliferi della storia.

Golfo Persico, 1991
Nel corso della prima guerra del golfo, il 21 gennaio 1991, si verifica una gravissima fuoriuscita del petrolio nel Golfo Persico per mano dell’esercito iracheno che aprì deliberatamente le valvole delle condutture di petrolio in Kuwait, allo scopo di impedire lo sbarco dei soldati americani. La marea nera colpisce le coste di Kuwait, Arabia Saudita e Iran, causando danni pesantissimi agli ecosistemi di quelle regioni. Secondo le stime dei ricercatori, la quantità di petrolio disperso nell’ambiente fu stimata tra le 1.360.000 e 1.500.000 tonnellate. Come  se non bastasse, alla fuoriuscita di greggio si accompagna anche un secondo disastro ecologico: l’incendio di 732 pozzi petroliferi, sempre ad opera dell’esercito iracheno, per far sì che il fumo rendesse più difficili le operazioni aeree delle forze militari della Coalizione.

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Golfo del Messico, 1979-1980

Il 3 giugno 1979 la piattaforma petrolifera messicana Ixtoc I è impegnata in alcune operazioni di esplorazione nel Golfo del Messico, a 600 miglia dalla costa del Texas. Per un errore nelle manovre, la piattaforma prende fuoco e comincia a disperdere petrolio in mare: la perdita, che va avanti per ben 9 mesi, fino al 23 marzo del 1980, si attesta tra le 454.000 e le 480.000 tonnellate.

 Nowruz, Golfo Persico, 1983

Il 10 febbraio 1983 una nave cisterna si scontra con la piattaforma petrolifera Nowruz, nel Golfo Persico. La collisione avviene nel corso della guerra tra Iran e Iraq e provoca una prima fuoriuscita di petrolio che sarà aggravata, circa un mese più tardi, dall’attacco dell’aviazione irachena. Il bombardamento causa un incendio di ampie proporzioni. La perdita di greggio si calcola che siano state disperse nelle acque del Golfo Persico circa 300.000 tonnellate di petrolio.

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 Valle di Fergana, Uzbekistan, 1992

Incidente meno noto ma di enormi proporzioni è quello che il 2 marzo 1992 porta alla dispersione di circa 285.000 tonnellate di greggio nella valle di Fergana, in Uzbekistan. La valle di Fergana è una regione ricca di giacimenti di petrolio e di gas, tanto da essere soggetta a trivellazioni a scopo estrattivo sin dai primi anni del XX secolo. È proprio nel corso di questa ordinaria attività estrattiva che si verifica la perdita, probabilmente a causa di un guasto tecnico.

Francia, 1978

Il 16 marzo del 1978 la petroliera liberiana Amoco Cadiz, si incaglia al largo delle coste bretoni, di fronte al litorale del piccolo borgo di Portsall. L’incidente provoca la dispersione in mare di circa 223.000 tonnellate di greggio e colpisce circa 150 km di costa, con danni ingenti per gli ecosistemi locali e in particolare per la fauna marina.

Angola, 1991

Nel maggio del 1991 si verifica una violenta esplosione a bordo della nave cisterna liberiana Abt Summer, in navigazione al largo dell’Angola. Lo scoppio uccide anche alcuni membri dell’equipaggio e provoca un terribile incendio: l’imbarcazione arde per tre giorni prima di colare a picco e disperde a nell’Oceano Atlantico circa 260.000 tonnellate di petrolio.

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Odyssey, Nuova Scozia, Canada, 1988

Nel novembre del 1988 sulla piattaforma di trivellazione americana Odyssey, al largo della costa orientale del Canada, si verifica una violentissima esplosione. L’incidente provoca lo sversamento in mare di circa 132.000 tonnellate di petrolio.

Genova, 1991

Nell’aprile del 1991 la nave cisterna cipriota Amoco Milford Haven, affonda nel Golfo di Genova, probabilmente a causa di un’esplosione verificatasi durante una procedura di routine. L’incidente provoca la morte di alcuni membri dell’equipaggio e lo sversamento in mare di circa 144.000 tonnellate di greggio. Oggi, il relitto giace a circa 80 metri di profondità nelle acque antistanti il Comune di Arenzano ed è addirittura visitabile.

Questi sono solo alcuni disastri che, grazie alla stupidità umana, hanno colpito i nostri mari e devastato interi ecosistemi.

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