Innalzamento dei mari , ecco le città italiane a rischio

Innalzamento dei mari , ecco le città italiane a rischio

Gli ultimi rilevamenti eseguiti dai satelliti della Nasa, infatti, dimostrano che lo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia sta accelerando ad una velocità del tutto inaspettata. Nel giro di un secolo tutte le aree ghiacciate dell’artico potrebbero sciogliersi.  Secondo i ricercatori, se l’intera coltre di ghiaccio dovesse sciogliersi completamente il livello globale dei mari si innalzerebbe di 6 metri.

Ma che effetto potrà avere l’innalzamento dei mari sul nostro paese? La risposta non è confortante, c’è una grande fetta d’Italia che rischia di sprofondare sotto il livello del mare, oltre 4.500 chilometri quadrati di penisola, potrebbero scomparire per sempre. La causa è ancora una volta il riscaldamento globale, il quale, come sottolinea il prossimo rapporto dell’ONU sul clima, sembra inarrestabile.

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Partendo da questi dati l’Università dell’Arizona, ha redatto varie carte interattive del pianeta in cui si possono osservare le aree che con l’innalzamento dei mari potrebbero scomparire. L’Italia, ne verrebbe fortemente interessata. A rischio vi sarebbero le coste dell’alto Adriatico da Venezia fino a Grado e verso sud fin quasi a Rimini, mentre verso l’interno l’acqua potrebbe prendersi le terre fino a Ferrara.

 In Toscana sarebbero in pericolo le coste vicino Livorno e verso nord quelle di Tombolo fino all’Arno, l’acqua arriverebbe fino alla periferia di Pisa. Nel Lazio, Latina verrebbe sommersa e verso sud il mare ruberebbe gran parte delle coste antistanti il Golfo di Gaeta. La Puglia addirittura andrebbe ad inabissarsi, mentre la Sardegna potrebbe dire addio alle coste del Golfo di Oristano, a parte della penisola del Sinis e allo Stagno di Cagliari.

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Come si può immaginare l’aumento del livello del Mediterraneo porterebbe innumerevoli problemi, tra qui l’infliltrazione salina nelle falde acquifere che rischia di compromettere le risorse idriche soprattutto in Puglia e Sicilia. A rischio non è solo la disponibilità di acqua potabile, ma anche l’irrigazione: utilizzando acqua salata per irrigare i campi si favorisce la desertificazione.

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