Le pubblicità di Ryanair

Le pubblicità di Ryanair

Se c’è una compagnia aerea che non manca di comparire quasi ogni settimana su quotidiani e riviste – e non sempre per offerte e promozioni – quella è Ryanair. Dal costume all’economia, dalla cronaca all’attualità, quasi ogni settimana se ne legge qualcuna sul vettore irlandese. Nota per le sue offerte al limite dell’incredibile, per le sue iniziative pubblicitarie divertenti o discutibili, a seconda dei punti di vista, e per la fiscalità dei suoi controlli. Chi acquista un biglietto con loro, dovrebbe tener in conto sempre le norme della Ryanair: potrebbe vedersi negato l’imbarco per un libro di troppo, come da regolamento: una turista spagnola che aveva il suddetto oggetto in mano è stata poco gentilmente invitata ad abbandonare il volo.

Le pubblicità di questa compagnia stanno diventando quasi proverbiali. Infiammano dibattiti polemici o entrano in oziose conversazioni, ma si fanno sempre notare. Testimonial preferito involontario, e forse suo malgrado, è l’ex Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, più volta invitato a “fuggire” con uno dei convenienti voli Ryanir, ora dal magistrato di turno, ora dalla richiesta di un congruo risarcimento dovuto per legge ad un rivale. Non manca un’altra reclame che lo vede disperato, pensando che solo una “scappatella” lo tirerebbe su, giocando così su una tutt’altro velata allusione sessuale del termine, in riferimento alle sue grane giudiziarie di questa natura.

Una “pratica” che ha destato l’attenzione di molti quotidiani e un’invettiva, manco a dirlo, del giornale di famiglia, “Il Giornale”. Di recente, Ryanair ha invitato i parlamentari freschi eletti neppure troppo implicitamente a “tornare a casa”. Naturalmente, con uno dei loro voli. Ma oggetti, anzi soggetti, delle pubblicità in passato sono stati anche altri politici come l’ex Primo ministro spagnolo José Zapatero, un Umberto Bossi con il suo ormai iconografico dito medio alzato, una Renata Polverini in versione massaia e la coppia Bruni – Sarkozy che paiono stare a bocca aperta dinanzi alle proposte del vettore irlandese.

Spesso si è anche ammiccato alla réclame di facile e di sicuro successo, il quasi nudo femminile che, è cosa nota, in pubblicità paga sempre. Sotto scritte allusive che promettono “Tariffe bollenti” o “eccitanti”, infatti, non mancano altrettanto “bollenti” ed “eccitanti” modelle che turbano o conturbano – a seconda dei punti di vista – chi accede al sito, esplicitamente indicate quali “hostess piccanti”, in pose, appunto, piccanti. Culmine di questa operazione, la pubblicazione ormai diventata tradizionale di un calendario che sulla scia dei più famosi predecessori mette in mostra – volgare o artistica, consideratela secondo le vostre opinioni – procaci ragazze in costume di – questa sì, concedetecelo, indiscutibile – bellezza. Ce n’è per deliziare gli occhi o per far prudere le mani a una fidanzata o moglie gelosa.

La pubblicità è l’anima del commercio, è risaputo, e certe formule vincono sempre: parlatene, bene o male, ma parlatene, per dirla con Oscar Wilde. Se dunque ci sia un intento pubblicitario dietro la donazione di Ryanair di 100mila euro, ricavati dall calendario “hot” 2012, all’associazione polacca per la lotta alla fibrosi cistica dei bambini è discutibile e forse, in questo caso, poco importa. Di certo il tornaconto non manca, è il capitalismo bellezza!, ma se talvolta il clamore è il pretesto di buone azioni, concludiamo che queste sono le nostre pubblicità preferite.

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