Prestiti senza stipendio: le alternative reali e possibili

Prestiti senza stipendio: le alternative reali e possibili

La situazione di crisi del nostro Paese sta rendendo sempre più difficile l’accesso al credito per migliaia di persone che non percepiscono una busta paga (e quindi un reddito fisso e continuativo). Questa situazione non è però senza via d’uscita; esistono due possibilità per ottenere finanziamenti, in assenza dei requisiti standard previsti dal sistema bancario: il microcredito e le garanzie alternative. Il microcredito è un credito di piccolo ammontare finalizzato (cioè con un obiettivo specifico), rivolto a soggetti solitamente esclusi dal settore finanziario. Da quando è stato attivato in Italia, sono molte le banche (in particolari crediti cooperativi, banche popolari, casse rurali) che svolgono questo tipo di finanziamento: è possibile localizzarle attraverso il sito internet della propria regione di appartenenza.

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Alternativamente, è possibile richiedere un piccolo prestito (cioè un finanziamento d’importo contenuto), se in possesso di requisiti patrimoniali differenti dalla busta paga, quali: fideiussione, beni mobiliari, il canone in entrata e l’ipoteca, che analizzeremo di seguito.

La fideiussione: la presenza, cioè, di un garante (fideiussore) che si accolla la responsabilità del debito in caso d’insolvenza del debitore. Tale pratica viene definita e perfezionata nel momento della stipula del contratto, individuando il fideiussore e definendo se applicare la “fideiussione solidale” (il garante risponde del prestito insieme al debitore), oppure la “fideiussione con beneficio di escussione” (il garante risponde solo dopo l’insolvibilità del debitore).

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Beni mobiliari: i titoli mobiliari (come BOT, BTP, obbligazioni, o titoli di stato stranieri) in proprietà, possono essere presentati come pegno per un finanziamento. La banca li trattiene presso di sé, fintanto che il debito non è estinto, rivalendosi sulla proprietà di questi in caso di morosità. Questo tipo di garanzia è facilmente accettato, in quanto i titoli sono alla pari del denaro contante, quindi non mette il creditore in posizione di rischio.

Il canone in entrata: la presenza di un’immobile in proprietà e locato ad un inquilino. La presentazione in banca del contratto di locazione, le ricevute dei pagamenti percepiti e la fonte di reddito “regolare” che ne consegue, possono essere presentati come garanzia di solvibilità. In caso di finanziamento con tale garanzia, la banca non può rivalersi sull’immobile, in quanto a garantire non è l’immobile ma il contratto che lo lega all’inquilino.

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Ipoteca su immobili: è la forma di garanzia più conosciuta che si esplica, a fronte di un prestito, con il diritto di rivalersi sull’immobile in oggetto qualora il debitore non sia solvente. Per importi modesti, le banche preferiscono utilizzare altre forme di garanzia, in quanto l’ipoteca è una pratica costosa (per entrambe le parti, perché richiede scrittura notarile) ed è estremamente lungo rivalersi sull’immobile.

Le alternative, quindi, sono possibili e reali: bisogna solo cercarle.

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