Come funziona il business della cannabis light

La cannabis light non sempre è legale. La dimostrazione si è avuta qualche mese fa, quando gli agenti della Questura di Forlì hanno portato a termine un sequestro di marijuana che rischia di rivoluzionare un settore che negli ultimi anni aveva fatto registrare numeri importanti, almeno dal punto di vista economico.

Le forze dell’ordine si erano accorte di alcuni ragazzini che, nella zona del Forlivese, avevano comprato da un distributore di Erba legale degli articoli che poi avevano fumato tranquillamente. Da questa scena è stato tratto lo spunto per un’azione della Squadra Mobile di Forlì che ha coinvolto circa 50 poliziotti, che hanno eseguito controlli su poco meno di venti punti vendita di Marijuana in tutta la provincia. Il risultato è stato il sequestro di cannabis per circa 73 chili, in pratica l’equivalente di 750mila euro di prodotto.

Il settore dell’erba legale

I negozi di Marijuana light, sin da quando sono comparsi per la prima volta, basano la propria esistenza su un riferimento normativo che, purtroppo per loro, è del tutto ambiguo. La scarsa chiarezza e la carente trasparenza della legge n. 242 del 2016, tuttavia, si ripercuotono con i loro effetti negativi anche sulle abitudini e sui comportamenti di acquisto dei consumatori. La legge in questione è quella che affronta il tema dei prodotti di canapa light e che sancisce la legittimità di coltivare cannabis con Thc inferiore allo 0.6%: il Thc è il tetraidrocannabinolo, vale a dire il principio attivo della marijuana.

Già a questo punto, però, subentra il primo controsenso: si può coltivare solo la canapa con Thc inferiore allo 0.6%, ma si può vendere unicamente il prodotto con Thc inferiore allo 0.2%. Ma non è finita qui, perché la legge prevede anche il divieto di usare la cannabis a scopo ricreativo, il che vuol dire che è proibito fumare le sue infiorescenze: l’unico impiego che viene consentito è quello a scopo ornamentale. I ragazzi che sono stati sorpresi a Forlì dagli agenti, quindi, hanno infranto la legge (al di là del fatto che la cannabis light può comunque essere comprata solo da chi ha già compiuto 18 anni).

Che cosa succederà ora

Come si può ben immaginare, l’intero settore della marijuana legale ha prestato la massima attenzione all’operazione che è stata condotta dalla polizia romagnola, anche perché un’azione di questo tipo potrebbe fare da apripista nel nostro Paese ad altre situazioni simili. La normativa su cui si sono basati gli agenti è quella che specifica che ai consumatori non possono essere vendute infiorescenze che non siano state sottoposte a un processo di trasformazione o di lavorazione.

Come deve essere interpretata la norma?

Tutto dipende dalle diverse interpretazioni che sono state date alla norma in questione, e che in effetti hanno già dato luogo a sentenze in contrasto l’una con l’altra. Secondo gli inquirenti, nel caso in cui dovesse essere accettata un’interpretazione della norma di tipo restrittivo, quasi tutti i punti vendita del settore potrebbero perdere una buona fetta dei propri affari, dal momento che il loro business si basa su prodotto non lavorato: a quel punto la mancanza di introiti sarebbe tale da imporre la chiusura.

Cannabis legale o stupefacente?

Quello che è certo, in questo mare di dubbi e di interpretazioni contraddittorie, è che la presenza delle infiorescenze prescinde dal superamento del limite del valore del principio attivo. Se ce ne sono, si rientra nella normativa relativa agli stupefacenti, anche quando il contenuto di Thc dei prodotti che vengono commercializzati è più basso dello 0.2%.

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