Di che cosa si occupa un sommelier?

Quando ci si riferisce a un sommelier, si chiama in causa un professionista del settore vinicolo il cui compito è quello di selezionare e di servire i vini. La sua competenza più rilevante consiste nella degustazione del vino: ciò vuol dire che un sommelier è capace di eseguire un esame organolettico del vino, ed è in grado di valutare le sue qualità, le sue tonalità cromatiche, la sua tipologia, il suo stato di conservazione e le sue caratteristiche olfattive.

Attenzione, però: questo non vuol dire che si abbia a che fare con un mero assaggiatore di vini, dal momento che la gamma delle sue competenze è molto più ampia e variegata, comprendendo anche il servizio del vino, la conoscenza degli abbinamenti più indicati per i vari cibi, le conoscenze gestionali che servono per la cura di una cantina e la presentazione dei vari vini.

Dove lavorano i sommelier?

Pensare che i sommelier lavorino solo nei ristoranti è piuttosto riduttivo: è vero che il settore della ristorazione è quello che viene subito in mente, ma tali professionisti possono essere impiegati anche in ambito alberghiero, e – più nello specifico – in hotel di lusso, oltre che in wine bar, in enoteche e in cantine. Non solo: in molte circostanze i sommelier si possono occupare anche di attività di consulenze esterne, in campo gastronomico o enologico, non per forza per aziende vinicole.

Che cosa fanno i sommelier?

Frequentare un corso Sommelier a Milano, Roma o in qualsiasi altra città italiana è il punto di partenza indispensabile per chi abbia intenzione di cimentarsi in una carriera in questo settore. Ma quali sono i compiti di questo tipo di professionista? Che ci si trovi in un locale o in un ristorante, egli è chiamato a degustare i vini che vengono scelti dalla clientela: una degustazione che non è fine a sé stessa, ma che è finalizzata a individuare un abbinamento ideale tra la bottiglia e i piatti proposti dallo chef. In più, i sommelier sono direttamente coinvolti nella progettazione della carta dei vini e nella sua preparazione, un compito che condividono con il restaurant manager, con lo chef e con il maitre di sala. Ecco perché il sommelier integra e contribuisce a definire l’offerta di un ristorante, preoccupandosi di prenotare gli ordini e selezionando i vini che dovranno esseere suggeriti ai clienti. Una corretta gestione della cantina prevede che essa venga mantenuta rifornita con i vari tipi di vino, dagli spumanti ai fermi, dai frizzanti ai rossi, dai bianchi ai rosati. Non solo vini nazionali, ma anche bottiglie locali e una selezione di etichette straniere.

La cura del servizio

Un sommelier fa parte a tutti gli effetti del personale di sala, e in quanto tale deve essere impegnato nel mettere a disposizione degli ospiti un servizio caratterizzato da professionalità e cura dei dettagli. La sua preoccupazione deve essere quella di assecondare le esigenze della clientela, prendendo le comande delle bevande e consigliando gli abbinamenti più appropriati tra le pietanze scelte e quel che la cantina mette a disposizione. Le caratteristiche dei vini devono essere descritte sì con un linguaggio tecnico, ma al tempo stesso in modo tale che il lessico risulti accessibile e comprensibile per tutti. I clienti stessi devono essere invogliati e persuasi ad assaggiare il vino, poiché l’obiettivo ultimo di un bravo sommelier è quello di valorizzare e mettere in risalto il servizio e la vendita del vino.

Gli strumenti del sommelier

Tra gli strumenti di lavoro del sommelier, oltre al cavatappi, ci sono il termometro e il frangino. Quest’ultimo è un tovagliolo di stoffa di piccole dimensioni che viene adoperato nel corso del servizio. Molto importanti sono i bicchieri da degustazione, che di frequente prendono il posto della tazza in argento impiegata per la degustazione, il cosiddetto tastevin.