Droni professionali per riprese aeree: come e quale scegliere

I droni rappresentano una categoria di prodotti tecnologici in forte ascesa. Inizialmente venivano apprezzati principalmente dagli appassionati di aeromodellismo, ma con il passare del tempo sono diventati uno strumento assai utile in diversi ambiti lavorativi. Poter effettuare riprese aeree, infatti, è molti importante in agricoltura, cinema, ma anche nello sport, con sempre più allenatori di calcio che ne fanno uso per poter riprendere e analizzare allenamenti e partite.

Droni professionali per riprese aeree come i DJI, ad esempio, sono un supporto importantissimo anche per tecnici che si occupano di messa in sicurezza del territorio, di personale specializzato in telesoccorso e tanto altro ancora. Questo perché i multirotori si adattano sostanzialmente ad ogni uso e consumo, grazie alla possibilità di essere controllati da remoto, tramite un telecomando o un’app per smartphone e tablet. Spesso i droni vengono definiti volgarmente piccoli elicotteri, ma si tratta di un’associazione più che altro dettata dalla presenza delle eliche e non da comunione di usi e intenti.

Dopo i primi modelli rudimentali, con il passare del tempo i droni professionali sono diventati sempre più sofisticati e ormai ne esistono in commercio di diverse forme e caratteristiche. Prima di acquistarne uno, dunque, bisogna tenere conto di diversi parametri, come la capacità di carico, la potenza, i sistemi di controllo etc. i droni possono avere anche 3, 4, 6 o 8 motori e a seconda di questa caratteristica assumono anche una denominazione diversa: ossia tricottero, quadricottero e così via. Ovviamente, più è potente il motore, più il drone sarà in grado di portare carichi in volo.

La narrazione vuole che i primi droni siano nati per scopi militari, ma la realizzazione di modelli economici, li hanno trasformati in prodotti accessibili praticamente a tutti e per ogni tipologia di scopo. Affinché un drone possa essere definito professionale, comunque, non deve mancare di queste caratteristiche: una camera, un’app per smartphone o tablet, un sistema di stabilizzazione e una batteria che si occupi dell’autonomia. Alcuni modelli sono in grado ad esempio di girare video in qualità 4K, l’ultra HD che è diventato ormai un formato diffuso anche nelle tv a pagamento. Le app, invece, servono per pilotare i droni direttamente con i propri smartphone e tablet, magari tramite lo schermo touch molto intuitivo e sensibile al tocco. Inoltre, tramite le stesse applicazioni, è possibile anche pubblicare i filmati registrati su YouTube in tempo reale.

Così come è accaduto dunque per altri tipi di prodotti tecnologici, come macchine fotografiche e smartphone, anche per i droni insomma sono in commercio due categorie di prodotti ben distinte. Quelli professionali, con fasce di prezzo medio-alte e caratteristiche adatte a chi deve farne un uso professionale, come riprese per film, mappatura di territori, eventi sportivi etc; e quelli non professionali, che hanno caratteristiche e pretese inferiori e si possono acquistare anche con 70 euro circa. In questo caso, l’uso che se ne può fare è prettamente ludico e hobbistico.

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