Fatturazione elettronica: alcuni numeri che spiegano i vantaggi di questo sistema

111 mila fatture relative ad operazioni B2B, a fronte di 30,2 miliardi di fatture PA. E’ questo il clamoroso squilibrio che si presenta in termini di fatture elettroniche gestite in Italia nel 2017, secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate. Un distinguo doveroso da fare, quello tra pubblica amministrazione e privati, per comprendere il diverso utilizzo di tale strumento in Italia.

Ma cos’è una fattura elettronica? E quali sono i benefici che essa comporta?

Innanzitutto c’è da segnalare quello strettamente economico: da una recente ricerca è stato infatti dimostrato che c’è un risparmio che varia dai 7 agli 11 euro su ogni fattura per le imprese che ricevono oltre 3mila fatture elettroniche all’anno. Tale cifra deriva principalmente dal costo della manodopera che viene meno (è soprattutto l’imbustamento a incidere notevolmente sulla spesa). Questo dimostra l’importanza di poter emettere una fattura elettronica 24 ore su 24.

Ma non è solo chi ha a che fare con una grande produzione di fatture elettroniche a beneficiare in termini economici di tale strumento: in maniera abbastanza proporzionale va infatti segnalato un progressivo risparmio anche per volumi inferiori. Inoltre vanno sottolineati i benefici di carattere logistico che derivano da questa soluzione, in grado di eliminare il cartaceo in maniera massiva. Una fattura elettronica infatti non si esaurisce con la sola emissione, ma prevede un processo di generazione, emissione/ricezione fino ad una conservazione che dura dieci anni.

Fatture nei confronti della PA

La distinzione più netta da fare, come abbiamo detto, è tra fatture elettroniche emesse verso la PA e fatture elettroniche nei confronti di privati.

Le Fatture emesse verso la PA, in Italia (dal 2015) sono solo fatture elettroniche, e questo avviene su disposizione di legge. Non si tratta quindi di semplici file allegati a una mail, ma di vere e proprie fatture in formato elettronico, formulate come secondo un linguaggio standard e con firma digitale. da conservare a fini fiscali solo in digitale.

La firma digitale è necessaria per conferire l’autenticità del mittente e l’integrità dei contenuti del documento.

La conservazione digitale a norma, infine, è disposta dalla legge poiché si prevede l’apposizione di un’ulteriore firma digitale e una marca temporale sull’archivio elettronico, in maniera tale da poter conservare correttamente per dieci anni il documento.

Le fatture emesse tra privati

Le fatture emesse da un’impresa verso un’altra impresa sono anche dette B2b (business to business).

Le fatture elettroniche B2b possono considerarsi di tre tipi: ci sono quelle simili alle Fatture verso la PA (la cui struttura prevede la firma e che vengono conservate a norma); ci sono poi quelle inviate via EDI (non per forza firmate, ma in formato strutturato e conservate a norma); e infine ci sono quelle semplicemente “non cartacee”, realizzate in formato strutturato.

Ma qual è il valore aggiunto che si ottiene dalla fatturazione elettronica?

Perché la fatturazione elettronica produca dei benefici reali (sia per chi la emette che per chi la riceve), è necessario che tali fatture siano fatte in maniera tale da poter essere elaborate correttamente dai sistemi informativi . Perché ciò accada, bisogna fare in modo che esse non abbiano necessità di trascrizione manuale dei dati a sistema.

Alla luce di questo, si ritiene necessario costruire un processo digitale che comporti tutte le “fasi” della fattura elettronica (generazione, emissione, ricezione, gestione e conservazione) e che vengano elaborati senza problemi dai sistemi informativi.

Non si tratta soltanto di produrre vantaggi da un punto di vista strettamente economico o di gestione delle risorse: la razionalizzazione dei sistemi informativi rappresenta un grande passo in avanti per alleggerire il carico burocratico sia da parte della Pa che per quanto riguarda i privati.

Senza voler entrare troppo nel merito tecnico della questione, vi è da rimarcare che la fatturazione elettronica, rispetto a quella tradizionale, comporta notevoli vantaggi anche per le realtà più piccole e non solo per quelle strutturate e di grandi dimensioni.

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