Indennità di disoccupazione o NASpI. Come funziona?

Dal 1° Maggio 2015, l’indennità mensile di disoccupazione si chiama NASpI e spetta a tutti i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perso involontariamente il lavoro. Vediamo insieme come funziona e chi ne ha diritto.

Innanzitutto, per avere l’indennità mensile di disoccupazione, è necessario presentare la domanda:
– entro l’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro;
– dopo l’ottavo giorno successivo al licenziamento ma entro i termini di legge;
– entro l’ottavo giorno successivo al termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso;
– entro il trentottesimo giorno successivo al licenziamento per giusta causa.
L’eventuale rioccupazione nel corso degli otto giorni che seguono la cessazione non dà luogo alla sospensione della prestazione.

L’indennità di disoccupazione viene corrisposta ogni mese, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contributi, presenti negli ultimi quattro anni; non vengono tenute in considerazione le settimane contributive che hanno già contribuito al calcolo di un’indennità di disoccupazione precedentemente ricevuta. La NASpI è pari al 75% dello stipendio mensile medio ricevuto negli ultimi quattro anni, se la retribuzione è inferiore a 1195€. Questo valore viene calcolato ogni anni sulla base della variazione dell’indice ISTAT. Se, invece, la retribuzione media è superiore ai 1195€, la NASpI è pari al 75% dell’importo stabilito dalla legge più il 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e l’importo stabilito dalla legge. Tuttavia, l’importo dell’indennità non può superare un limite massimo di 1300 euro (anche questo valore viene imposto anno con legge). A partire dal primo giorno del quarto mese di retribuzione, ogni mese si applica una riduzione del 3%.

L’importo dell’indennità si riduce nei seguenti casi:
– attività svolta in forma autonoma che genera un reddito pari a 4.800 euro;
– nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato o parasubordinato che genera un reddito pari a 8.000 euro;
– se il titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale cessa da uno dei rapporti con diritto alla indennità di disoccupazione e se il reddito percepito è pari a 8.000 euro;
– se il soggetto percettore dell’indennità svolge attività di lavoro accessorio con reddito annuo previsto tra 3.000 e 7.000 euro;
– rioccupazione con contratto di lavoro intermittente, con o senza obbligo di risposta alla chiamata, se il reddito prodotto permette il mantenimento dello stato di disoccupazione.

La prestazione è sospesa in caso di:
– rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi.
– nuova occupazione con contratto di massimo sei mesi in paesi dell’UE o con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali;
– mancata comunicazione all’INPS del reddito annuo presunto, entro un mese dall’inizio della nuova attività di lavoro subordinato non superiore a sei mesi.

La prestazione decade se il lavoratore:
– perde lo stato di disoccupazione;
– inizia un’attività di lavoro subordinato, senza comunicare all’INPS il reddito presunto che ne deriva, entro un mese dal suo inizio;
– non comunica, entro un mese dalla domanda della NASpI, il reddito che deriva da un altro o da altri rapporti di lavoro part time;
– inizia un’attività lavorativa autonoma senza comunicare il reddito presunto, entro un mese dal suo inizio;
– raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
– acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità e non opta per l’indennità NASpI.

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