L’assicurazione nel dettaglio

La legge

La legge italiana prevede che per condurre un’automobile è obbligatorio che l’auto sia assicurata sulla responsabilità civile (R.C.). Questo viene stabilito con la legge 990 del 24 dicembre 1969, la quale legge obbliga le compagnie assicurative a risarcire i danni provocati a terzi dalla circolazione di un veicolo, a fronte del pagamento di un premio da parte dell’assicurato. Inoltre a tutela degli assicurati, la legge prevede anche che le società assicurative debbano essere autorizzate dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Isvap). Per informazioni al riguardo è possibile consultare il sito www.isvap.it o telefonare al numero 06421331. Queste società assicurative autorizzate dall’ Isvap non possono sottrarsi all’obbligo previsto dalla legge e cioè che sono obbligate ad assicurare chiunque lo richieda.

La polizza

È il documento che attesta la stipula del contratto di assicurazione.

Le polizze R.C. auto contengono:

le generalità dei contraenti,

il tipo e la targa del veicolo,

le coperture e i massimali previsti,

franchigia,

l’importo del premio,

e la durata del contratto.

Tali dati devono essere forniti con assoluta esattezza, perché nel caso in cui fossero errati, la compagnia potrebbe far ricorso alla “rivalsa”, cioè potrebbe non riconoscere in tutto o in parte la copertura e, dopo aver coperto eventuali danni a terzi, potrebbe obbligare l’assicurato a rimborsare la totalità o solo in parte della somma versata.

Il premio

Il premio è la somma che l’assicurato versa all’assicurazione. Una volta versato il premio l’assicurazione contrae l’obbligo a risarcire eventuali danni a terzi, naturalmente entro i limiti stabiliti nella polizza, causati da un sinistro da parte dell’assicurato. Inoltre l’assicurazione contrae anche l’obbligo a risarcire l’assicurato stesso, qualora lo preveda il contratto assicurativo.
L’ammontare del premio dipende non solo dai fattori personali, come ad esempio l’età del conducente, la città di residenza, la classe di merito eccetera, ma anche dal modello e dalle caratteristiche dell’auto. Per quanto riguarda le polizze furto-incendio e kasko, come fattore di valutazione si prende in considerazione anche il valore dell’auto.

Scadenza del contratto

Quando scade il contratto assicurativo si hanno ancora 15 giorni a disposizione (periodo di mora) per il pagamento del premio. Durante questi 15 giorni la compagnia assicurativa ha ancora l’obbligo di copertura danni nel caso di eventuali sinistri, avvenuti proprio durante questo periodo di mora, dopo il quindicesimo giorno, la garanzia resta sospesa fino alle ore 24 del giorno in cui viene versato il premio.

Il tagliando

Il tagliando (forma rettangolare 80 mm per 76 mm) viene rilasciato dalla compagnia all’assicurato per attestare l’effettiva esistenza della polizza assicurativa. Per legge va esposto obbligatoriamente solo sulla parte anteriore del veicolo o solo sul parabrezza, la pena prevista dall’articolo 181 del Codice della strada è una multa che va da euro 22 a euro 88. Il tagliando deve essere sempre accompagnato dal certificato di assicurazione e dalla carta di circolazione.

Il Bonus-Malus

Rappresenta la formula contrattuale che regolamenta le polizze R.C. auto, può prevedere o dei rincari o delle riduzioni del premio, questo dipende naturalmente dall’assicurato, cioè se ha causato o meno sinistri durante il periodo contrattuale.

Le classi

L’assicurazione prevede 18 classi di merito, la 14esima rappresenta la classe di partenza per un neo-assicurato. Se durante il primo anno di contratto, l’assicurato non causa incidenti, sale in 13esima classe, cioè va in bonus, ottenendo uno sconto sul premio del prossimo anno di contratto. Se, invece la sua condotta automobilistica causa incidenti, retrocede in 16esimaclasse, cioè va in malus e subisce un aumento del premio. Ci sono casi in cui le assicurazioni prevedono più di 18 classi, ma il meccanismo di aumento o riduzione del premio è sempre lo stesso.

La franchigia

La franchigia indica quella parte del danno che non viene coperta dalla polizza, e che quindi è a carico dell’assicurato. Ci sono polizze R.C. auto che non presentano il meccanismo di Bonus-Malus, in questo caso la franchigia è la quota di risarcimento che l’assicurato deve versare alla compagnia qualora causi un sinistro: cioè l’assicurazione prima risarcisce i danni a terzi e poi chiederà al cliente di versarle l’ammontare stabilito nella franchigia. Invece nelle polizze kasko o furto-incendio, la franchigia indica la soglia minima a partire dalla quale si calcola l’indennizzo: cioè se i danni sono inferiori alla cifra stabilita nella franchigia non è previsto alcun risarcimento, mentre se sono superiori sarà risarcita solo la differenza.

Es.: Se una polizza kasko ha una franchigia di 300,00 euro e il danno ammonta a 350,00 euro, l’Assicurazione pagherà soltanto 50,00 euro, mentre la parte mancante sarà a carico dell’assicurato.

Il massimale

È la cifra massima risarcibile per ogni danno. Per legge, non può essere inferiore a 774.685,35 euro. Solo per le polizze “Rischi diversi” (polizza kasko, furto-incendio, etc.) non sono previsti obblighi di legge e il massimale è di solito stabilito di comune accordo con il contraente.

Rinnovo polizza

Quando scade la polizza R.C. sia la compagnia che l’assicurato hanno la facoltà di non rinnovarla. Esistono contratti che comprendono la clausola relativa al cosiddetto “tacito rinnovo”, cioè l’automatico rinnovo del contratto per un altro anno qualora i contraenti non comunichino la disdetta entro i termini previsti dalle condizioni di polizza. Con il tacito rinnovo, l’assicurato non deve fare nulla per il rinnovo della copertura assicurativa, infatti alla scadenza, la polizza riparte per un altro anno, sino all’eventuale disdetta. Nel caso in cui il rinnovo non sia tacito, al termine del contratto annuale il rapporto assicurato-assicurazione decade e quindi l’assicurato dovrà sottoscrivere una nuova polizza. L’assenza del “tacito rinnovo” comporta un vantaggio ed uno svantaggio:

il vantaggio consiste nel fatto che l’assicurato può disdire la polizza anche all’ultimo momento;

lo svantaggio, invece, consiste nel fatto che l’assicurato dovrà assolutamente ricordarsi di stipulare un nuovo contratto, infatti se malauguratamente non dovesse rinnovare il contratto assicurativo andrebbe incontro a gravi conseguenze sia economiche e che penali.

Cambio compagnia

Le modalità per cambiare compagnia assicurativa sono due, dipende se la polizza d’assicurazione preveda o meno la clausola del tacito rinnovo. Se il contratto non prevede appunto il tacito rinnovo, è sufficiente aspettare che la polizza segua il suo corso e scada. Se invece prevede il tacito rinnovo, bisogna comunicare alla compagnia il proprio rifiuto a rinnovare la polizza o di persona recandosi all’agenzia oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, almeno quindici giorni prima della scadenza, per altri tipi di polizze al di fuori della R.C. auto, almeno sessanta giorni prima. Se si dimentica di chiedere la disdetta, la polizza sarà automaticamente prorogata per un altro anno, anche contro la volontà dell’assicurato. In ogni caso è sempre consigliabile verificare, nel proprio contratto, le clausole che regolano la disdetta. Una legge (137/2000) a tutela del consumatore prevede che in caso di rincaro del premio superiore al tasso d’inflazione programmato dal Governo, la disdetta può essere data anche nel giorno stesso di scadenza della polizza. Dopo la disdetta il cliente ha diritto al rilascio del cosiddetto “attestato di rischio”, che ne certifica la posizione nella graduatoria Bonus-Malus. Senza questo documento, la nuova compagnia assegnerà l’assicurato all’ultima classe di merito. L’attestato di rischio riporta la storia assicurativa dell’automobilista degli ultimi cinque anni e viene spedito all’assicurato almeno trenta giorni prima della scadenza della polizza.

Cambio residenza

Se si cambia la residenza bisogna tempestivamente comunicarlo alla compagnia, presentando un certificato o un documento che lo attesti. La residenza del proprietario dell’auto è fra i parametri in base ai quali viene calcolato il rischio, sia per la R.C. sia per le coperture accessorie, come la furto-incendio. Di conseguenza, l’assicurazione potrebbe chiedere al cliente un conguaglio del premio in caso di trasferimento in altra città.

Cambio auto

Nel caso in cui si cambi l’auto, si può trasferire la polizza sulla nuova, cederla all’eventuale acquirente della vecchia vettura, oppure disdire il contratto. Nel primo caso, l’intestatario dell’auto vecchia e di quella nuova deve essere lo stesso. Si chiede che il contratto sia reso valido per la macchina nuova, presentando la carta di circolazione. La compagnia emette la nuova documentazione e richiede l’eventuale conguaglio del premio.

Smarrimento o furto dei documenti

In caso di smarrimento dei documenti, si deve sporgere denuncia alla Polizia o ai Carabinieri e quindi presentare o inviare per raccomandata la denuncia all’assicurazione, che provvederà al rilascio dei duplicati.

Ecco cosa si può fare in caso di incidente:

La richiesta di risarcimento

Dal primo gennaio 2007 è stato introdotto l’indennizzo diretto valido per tutti gli incidenti a partire dal primo febbraio 2007. Grazie a l’indennizzo diretto l’automobilista danneggiato può chiedere il risarcimento alla propria assicurazione. Per far ciò deve inviare alla propria compagnia una richiesta che può essere o una raccomandata con avviso di ricevimento, o una lettera con consegna a mano da far timbrare e firmare per ricevuta, o un telefax, o un telegramma oppure una e-mail, sempre se questa ultima modalità non sia stata esclusa nelle condizioni della polizza. La richiesta da inviare deve contenere: nomi e cognomi degli assicurati coinvolti e il codice fiscale di chi ha diritto al risarcimento; le targhe dei due veicoli; la denominazione delle due assicurazioni; la descrizione delle modalità dell’incidente; le generalità di eventuali testimoni; l’indicazione dell’eventuale intervento delle forze dell’ordine; il luogo, i giorni e gli orari in cui il veicolo danneggiato può essere visionato. Se oltre ai danni alle cose ci sono anche le lesioni a persona, bisogna aggiungere: l’età, l’attività e il reddito del danneggiato; l’entità delle lesioni subite; la dichiarazione del beneficio o meno di prestazioni da parte di istituti che gestiscono le assicurazioni sociali obbligatorie; la certificazione medica che attesti l’avvenuta guarigione, con o senza postumi permanenti; l’eventuale consulenza medico-legale di parte, con la fattura del professionista. Una cosa molto importante da sapere è che si può chiedere il risarcimento diretto solo se nell’incidente non siano stati coinvolti più di due veicoli immatricolati in Italia, Repubblica di San Marino o Stato Città del Vaticano. In caso di lesioni per gli occupanti, inoltre, queste dovranno essere lievi, ovvero diagnosticabili tra uno e nove punti d’invalidità permanente. Se non ci sono queste condizioni, l’automobilista danneggiato dovrà comportarsi esattamente come in precedenza, ossia inviando la richiesta di risarcimento all’assicurazione del responsabile.

I tempi del risarcimento

Ricevuta la richiesta correttamente compilata, la compagnia d’assicurazione ha 60 giorni di tempo per effettuare i suoi rilievi, stimare il danno e formulare o inviare una congrua offerta oppure per comunicare i motivi per i quali non intende risarcire il danneggiato. Questo termine vale per i soli danni alle cose, se invece parliamo di lesioni a persona sono 90 i giorni di risposta. Il termine dei 60 giorni può essere dimezzato (30 giorni) se la richiesta di risarcimento è sottoscritta da entrambi i conducenti coinvolti. Il risarcimento viene versato al danneggiato entro 15 giorni dalla esplicita accettazione del danno. Qualora il sinistro non rientri tra quelli previsti dal risarcimento diretto, l’impresa lo comunica al danneggiato e trasmette a quella del responsabile i dati e gli incartamenti sino ad allora acquisiti. I termini per quantificare l’indennizzo partono dal momento in cui l’altra assicurazione riceve la documentazione. Ogni violazione di questi termini da parte delle agenzie assicurative può essere comunicata all’Isvap, Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private. Nel caso in cui l’offerta dell’assicurazione sia ritenuta insoddisfacente, scaduti i termini previsti, il danneggiato può rivolgersi a un legale per far valere i propri diritti. In alternativa, può avviare la procedura di conciliazione presso un’associazione di consumatori.

Il risarcimento specifico

Il risarcimento, come prescrive il Codice civile, è in denaro, ma la compagnia d’assicurazione può offrire anche la riparazione del veicolo se questa opportunità è espressamente indicata nella polizza e sottoscritta dal contraente. In pratica, se l’automobilista aderisce, può portare il veicolo danneggiato presso un carrozziere indicato dall’assicurazione, che provvederà poi a saldare il conto. Il danneggiato ritira l’auto a riparazione avvenuta, senza anticipare un euro, ma senza che gli venga corrisposta alcuna cifra.

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