Piccoli trucchi da sapere sulle moto

Rodaggio:

Il rodaggio di una moto nuova è decisamente importante, in quanto riesce a metterla in condizione di funzionare nel migliore modo possibile. Non bisogna assolutamente dar retta a chi vi dice che le moto oggi non hanno bisogno di rodaggio, ma anzi bisogna attendere che ogni parte abbia trovato la sistemazione definitiva e le migliori condizioni di funzionamento. I manuali d’uso forniscono istruzioni precise circa il periodo di rodaggio: di solito si tratta di una velocità da non superare con una determinata marcia innestata, oppure di un certo numero di giri invalicabile fino al raggiungimento di un certo chilometraggio.Per completare il rodaggio sono quasi sempre previsti tre gruppi di velocità via via crescenti. Il principale inconveniente di questo metodo, che è quello consigliato da tutti i costruttori, sta nel troppo rigido frazionamento in stadi del rodaggio che porta bruscamente, in coincidenza con un certo chilometraggio, a passare a regimi più elevati senza che il motore si sia abituato in modo graduale. Quindi è molto saggio considerare le istruzioni dei costruttori come un semplice schema di base: qualche volta e per brevi tratti, spingete la vostra moto a velocità superiori rispetto a quelle suggerite dal manuale d’uso, sempre nel rispetto delle norme stradali. Da evitare assolutamente i lunghi percorsi in autostrada a velocità costante. La circolazione in città è la situazione migliore per un rodaggio a regola d’arte per le continue variazioni di regime che impone. Non bisogna neppure trascurare che il rodaggio riguarda non soltanto il motore, ma anche tutti gli altri organi meccanici, dalle sospensioni al cambio.

Principali guasti:

guastiPer viaggiare in motocicletta non è necessario essere degli esperti meccanici, anche perché le moto moderne hanno raggiunto livelli di affidabilità molto elevati, che solo una manutenzione poco accurata può compromettere. Un minimo di conoscenze tecniche è comunque bene possederlo, soprattutto le più semplici che eviteranno problemi facilmente risolvibili. Cominciamo da uno dei guasti classici: quando la moto non vuole saperne di partire. Procediamo all’individuazione del guasto verificando alcuni punti fra i più importanti. Se le spie del cruscotto sono fioche e il motorino d’avviamento stenta, allora è la batteria scarica. Supponendo invece che la batteria sia carica e che il motorino faccia un bel rumore vivace cercando di accendere il motore, passiamo al resto delle cause. Cominciamo dall’alimentazione: sembra strano, ma molti motociclisti, magari abituati dalla lucetta gialla del cruscotto dell’automobile, dimenticano che su alcune moto di lucette non se ne accendono. Se, alla partenza, il rubinetto del carburante era già girato in posizione di riserva si rischia di ritrovarsi a piedi. Dunque, attenzione al pieno e controllare sempre, prima di partire, che il rubinetto del carburante sia su ON e non su RES. Ma può anche capitare che di benzina nel serbatoio ce ne sia. Si tratta allora di verificare, per cominciare, che la benzina arrivi al motore, ricostruendo il percorso lungo il tubo fatto dalla benzina. Per un controllo del sistema di alimentazione andate sull’agitatore del galleggiante del carburatore, il famoso “cicchetto”. Se la benzina non fuoriesce dalla vaschetta del carburatore, significa che il filtro del rubinetto o il filtro della vaschetta dello stesso carburatore o il raccordo rubinetto-vaschetta oppure più banalmente il foro dell’aria del tappo del serbatoio sono otturati. Individuato il guasto di uno dei filtri otturati si pone il problema di sturarli: è semplice, basta smontarli dalla loro sede e soffiarci sopra con forza, meglio se con un getto d’aria compressa: non trascurate, poi, un’accurata pulizia con un po’ di benzina che potete recuperare dal serbatoio, aprendo il rubinetto. Diverso il problema se la benzina, dopo aver agito sul “cicchetto”, fuoriesce dalla vaschetta del carburatore: per sapere come procedere dovrete smontare la o le candele. Se le trovate assolutamente secche probabilmente sarà otturato lo spruzzatore del carburatore: smontatelo soffiateci dentro con forza. Non tentate però in alcun modo di pulirlo con un filo di ferro o con un ago: il passaggio dello spruzzatore è calibrato con elevata

 

precisione ed è molto facile danneggiarlo. Naturalmente il carburatore della vostra moto potrà riservarvi sorprese assai più complicate, ma l’inconveniente appena descritto è statisticamente il più frequente. Quando la moto non dà segno di voler partire o si spegne improvvisamente durante la marcia, l’altro settore da controllare immediatamente, dopo quello dell’alimentazione, è l’accensione. La prima operazione da fare, perché è la più semplice, è quella di smontare le candele. Se le trovate completamente impregnate d’olio potete trarre qualche elemento. In particolare, se il motore è a 4 tempi è un bel problema: significa che avete i segmenti rotti o consumati oppure la guida di una delle valvole non è più stagna. Provvedete comunque a pulire le candele: potete riuscire ad arrivare sino all’officina più vicina. Se la vostra moto è a due tempi, il guaio è meno serio: significa che avete messo troppo olio nella miscela. In questo caso dovreste avere trovato dell’olio anche nei filtri. Provvedete subito a dare una bella scrollata al serbatoio, pulite filtro e candela e raggiungete il primo distributore dove potrete fare rifornimento con miscela normale o aggiungere solo un po’ di benzina. Se dall’esame delle candele vi sembrerà tutto normale, dovete proseguire la vostra indagine per scoprire se il guasto riguarda l’impianto elettrico. Per fare questo dovrete inserire il contatto, rimettere il cappellotto della candela e appoggiare questa a un’aletta della testata o del cilindro, tenendola però per il suo corpo isolante: se toccate la parte metallica rischiate di prendere la classica “sberla” ad alta tensione. A questo punto abbassate a mano la pedivella o azionate il motorino d’avviamento: se tutto è regolare dovrete vedere e sentire scoccare una bella scintilla di colore blu elettrico. Se la scintilla scocca, ma appare di colore rossastro significa che l’anticipo è irregolare: sarà necessario rivolgersi ad un’officina. Se invece non scocca alcuna scintilla, esaminate con attenzione il filo della candela. Verificate l’isolante: può essere rotto. In questo caso potete cercare di accorciarlo o di avvolgerlo con del nastro adesivo o, almeno, di tenerlo lontano da parti metalliche della moto per evitare che scarichi la sua energia a massa e non sulla candela. La moto è sempre ferma, controllate che il filo della candela sia ben inserito e collegato al cappellotto da una parte e al capocorda centrale della bobina dall’altra. Verificate anche gli altri due contatti della candela e i loro fili. Ad ogni verifica rifate la prova di accensione. Attenzione alla pioggia e all’umidità: i fili della candela devono sempre essere asciutti. Se tutto vi pare ancora regolare è necessario approfondire l’indagine rivolgendo l’attenzione alle puntine platinate e al distributore: entrambi questi accessori possono trovarsi in corto circuito a causa di corpi estranei oppure possono essere consumati. Per un’accurata pulizia di questi particolari è sempre opportuno tenere nella borsa degli attrezzi una lima di cartone per le unghie, con l’abrasivo su ambo le facce. Naturalmente dovrete avere a portata di mano anche il libretto di uso e manutenzione della vostra moto per individuare il luogo dove si trovano puntine e distributore. L’esame dei principali componenti dell’impianto elettrico non deve fare escludere altri guasti, come il grippaggio. Un motore che grippa è un motore che riscalda in modo irregolare. Anche se il particolare è poco noto, tutti i pistoni sono raffreddati anche e soprattutto dai vapori della benzina fresca in arrivo dal carburatore. Se il motore non è più a tenuta stagna vi può entrare dell’aria. Siccome il carburatore non aumenta l’erogazione di carburante, la miscela aria-benzina sarà troppo povera di benzina e non raffredderà a sufficienza l’interno del cilindro, della testata e il pistone. Il rimedio è semplice, per chiunque possieda una briciola di manualità: si tratta di stringere bene i dadi dei cilindro e della testata e la candela nel suo alloggiamento, nonché la flangia del carburatore. In questo modo si elimina la mancanza di tenuta stagna.

Attrezzatura indispensabile:

attrezziSu tutte le moto lo spazio è abbastanza limitato. Il possessore della moto deve quindi scegliere con attenzione gli attrezzi, a questo proposito basta esaminare la moto: ci sono solo 3 o 4 misure di dadi e bulloni, di conseguenza possono bastare due chiavi piatte e, per i dadi grossi, una chiave inglese. Per le candele servirà una chiave snodata, due cacciaviti, un paio di pinze universali o a presa multipla, una lampada tascabile, del nastro isolante e la bomboletta per riparare il pneumatico in caso di bucatura. Questa è la cosiddetta attrezzatura minima. Se invece state per intraprendere un viaggio lungo, tra i pezzi di ricambio, è indispensabile avere sempre: una candela, cavo completo di guaina per l’acceleratore e/o la frizione, lampadine per il faro anteriore e per il fanalino di coda ed infine dei fusibili.

In inverno:

invernoCosa si deve fare quando arriva l’inverno e la moto si abbandona per un po’:
– Olio: tende ad acidificare col tempo e quindi corrode i metalli, ma soprattutto quando non si riesce a scaldarlo oltre i 100 gradi non evapora l’acqua di condensa e quindi ci si emulsiona formando quella schiuma marrone che spesso si ritrova nel filtro dell’aria. Cambiarlo quindi prima del fermo invernale insieme al filtro.
– Benzina: anche la benzina invecchia, ma questo problema sarebbe il minore, perché la benzina vecchia rende soltanto di meno. Il problema è la condensa d’acqua che fa i buchi nei serbatoi di ferro. Riempire bene il serbatoio fin sotto il tappo a costo di rabboccare a casa dalla tanica.
– Gomme: se la moto dormirà sui cavalletti, cioè con le ruote alzate, ripristinare la pressione normale. Se invece dormirà sulle sue ruote, gonfiarle molto + del normale, anche oltre 3 atm, altrimenti tendono a “quadrarsi”. Chi ha le mescole già fossilizzate soffrirà comunque della deformazione nel punto in cui le gomme toccano terra.
– Copertura: non usare mai quegli odiosi teli di nylon. E’ vero che la pioggia non finisce sopra alla moto, ma in compenso l’umidità ci resta sempre sotto e non si asciuga mai più. Meglio metterla sotto una tettoia e al più usare un lenzuolo di cotone contro la polvere. Ma anche quello, se si bagna, tende ad appiccicarsi sulla vernice.

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