Riconoscere le truffe quando si vende un’auto

Riconoscere le truffe quando si vende un’auto

Credi che evitare di passare in concessionaria e vendere la tua auto autonomamente tramite annuncio su un sito internet o su di un quotidiano ti possa far guadagnare di più e con maggior facilità? Forse; ma ogni giorno sempre più numerose sono le truffe vendita auto, camuffate da grandi affari e guadagni astronomici, con le quali si finisce per ritrovarsi con un pugno di mosche o in mezzo a complicazioni legali e amministrative, anche se in buona fede.

Come evitarle? Ci si può semplicemente rivolgere ad un servizio professionale, ma spesso e volentieri basta tenere gli occhi bene aperti per riconoscerle per tempo.

Riconoscere le truffe quando si vende un’auto:

  1. L’esportatore – Molto di sovente ci imbattiamo in questo tipo di annunci e volantini sul parabrezza, sui siti di compravendita e similari. Si tratta di truffe? Non sempre: esistono servizi legali di esportazione che non si prestano a trucchetti come la riduzione del chilometraggio e simili, fornendo un lavoro sicuro. Ma per la maggior parte, chi si presenti come “compratore di auto usate incidentate in contanti con radiazione per esportazione” e ti prometta di esportarla in Romania, Albania, Bulgaria e simili senza incombenze, mente. Perché? Perché tale pratica è oggi al limite della legalità. La legge italiana e le normative ACI impediscono al giorno d’oggi pagamenti in contanti sopra i 1.000 euro e, soprattutto, pongono limitazioni molto severe per l’esportazione, che difficilmente si prestano ad un processo “facile e sicuro al 100%”. Perché lo dovrebbero mai fare? Riciclaggio di denaro, aggiramento delle norme anti-inquinamento, speculazione: tutte attività da cui vuoi, si spera, rimanere ben lontano. Chiedete in questo caso chiarimenti, garanzie e quant’altro: se non ve le sapranno dare, andate pure oltre.
  2. L’acquirente dall’estero – Anche in questo caso, che un compratore interessato vi contatti da un paese estero non implica necessariamente una truffa. Ma se l’acquirente in questione vi scrive da Nigeria, Costa d’Avorio o simili, meglio chiedersi prima: perché mai queste persone comprerebbero un’auto dall’Italia? I vostri sospetti saranno confermati quando questi vi chiederanno delle somme in denaro per tasse doganali, imposte di bollo locali, burocrazia e quant’altro. Molti cercheranno di convincervi della loro veridicità con documenti ufficiali e quant’altro: non lasciatevi incantare da promesse di grandi somme per auto che in Italia varrebbero un quarto, quei soldi non ve li pagheranno mai. E di certo non dal Congo.
  3. L’assegno circolare – Vi abbiamo già messo in guardia dal pagamento in contanti, il quale, comunque, è un metodo tangibile, verificabile al momento con un po’ di accortezza. Una storia ben diversa riguarda gli assegni circolari. Siete sicuri di essere in grado di provare da soli, su due piedi, che la parola dell’acquirente è veritiera e che quell’assegno è valido e, soprattutto, coperto in banca? Il vostro istituto di credito ci metterà comunque almeno 24 ore per accettare o meno l’assegno, quanto basta al compratore per radiare l’auto e farne ciò che più desidera, rendendola, priva di targa, virtualmente non rintracciabile. Un metodo usato specialmente per auto di grande valore. Nel dubbio, non accettate mai assegni, a meno che questa persona non accetti di accompagnarvi personalmente in una filiale della sua banca.
  4. L’azienda inesistente – E se il compratore affermasse di essere titolare di un’azienda di acquisto d’auto, perché bisognerebbe mai sospettare di lui? Se questo è il vostro caso, chiedete di essere invitati nella sua compagnia o ufficio e rifiutate di incontrarvi per strada o simili. Perché? Perché la legge italiana permette la creazione di “aziende fantasma”, regolarmente registrate alla Camera di Commercio, prive di sede fisica. Com’è possibile? È presto detto: nel caso di una persona senza fissa dimora, un “nomade”, la legge permette comunque di avere assegnato un indirizzo, anche strade rurali senza costruzioni o abbandonate. Una volta ottenuto tale domicilio, l’individuo può quindi richiedere la creazione di una compagnia insediata a tale indirizzo. Poco importa se a quell’indirizzo, effettivamente non esiste nulla: la Camera di Commercio confermerà l’esistenza della compagnia, voi venderete fiduciosi l’auto e vi troverete a mani vuote. Ricordate: nessun accordo va preso per strada.

Come in tutte le transazioni che riguardano grosse cifre di denaro (come case, affitti, ecc.), che oggigiorno prendono luogo in misura sempre maggiore online, la prudenza non è mai troppa. E se pensate di non sapervela cavare da soli, non sperate di imparare come si acquista e vende un’automobile da un giorno all’altro ed affidatevi a qualche servizio professionale che può fornirvi garanzie adeguate.

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