Tutto quello che c’è da sapere sul pignoramento presso terzi

Tutto quello che c’è da sapere sul pignoramento presso terzi

Tutti noi possediamo un conto corrente e capita spesso di informarsi per cambiare istituto bancario online. Problemi, per così dire, piuttosto comuni e tutto sommato di facile risoluzione quando si cerca qualcosa di più conveniente e vantaggioso. Più complicata, invece, la situazione quando sentiamo parlare di pignoramento presso terzi. Si tratta di un aspetto assai complicato che, augurandoci di non dover mai incappare in queste problematiche, merita di essere approfondito. Il pignoramento presso terzi è una misura particolare contemplata dall’ordinamento italiano, applicata nel caso in cui un debito resta insoluto. Di fronte al mancato pagamento di un debito, nei termini e nella misura previsti, quindi si passa al pignoramento per l’ottenimento del dovuto.

Si tratta praticamente di un atto giudiziale con cui si punta a recuperare un debito mediante l’assegnazione al creditore di crediti o somme. Una procedura attivabile anche con l’assegnazione di alcuni beni appartenenti al debitore, ma in realtà in mano ad un terzo. La differenza sostanziale con gli altri tipi di pignoramenti sta proprio nel fatto che la procedura interessa pure un’altra persona in aggiunta al creditore e al debitore: colei che ha nelle mani materialmente le somme e i beni del debitore. Il pignoramento presso terzi è una procedura utilizzata spesso, anche se non sempre dà i risultati sperati. Una volta capito di cosa si tratta facciamo chiarezza sulle modalità della procedura, sui soggetti interessati e su cosa può essere pignorato.

 

Svolgimento della procedura e soggetti interessati

Tutto ha inizio attraverso un atto di un legale che mira a comunicare al debitore e al terzo l’avvio della procedura. In questo modo gli interessati vengono a conoscenza dell’ammontare del debito e dei beni, dei crediti o delle somme oggetto del pignoramento. Scatta così l’obbligo per il debitore e il terzo di lasciare i beni in loro possesso, oggetto della procedura, nelle identiche condizioni in cui gli stessi si trovano quando viene notificato l’atto. Con la notifica della comunicazione per il terzo è previsto anche un ulteriore adempimento obbligatorio: comunicare entro dieci giorni al creditore l’effettiva disponibilità e, l’eventuale ammontare, delle somme, dei crediti e dei beni. Tale obbligo va assolto tramite PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno. Al terzo interessato viene, poi, notificato l’invito a presentarsi presso il tribunale di competenza per l’udienza. La dichiarazione che può essere fatta anche davanti al giudice direttamente quando il terzo si presenta in tribunale per l’udienza ha una valenza importante perché, nel caso non viene resa per iscritto o in caso di assenza in udienza, i beni, le somme o i crediti oggetti della procedura vengono direttamente attribuiti al creditore. Ciò avviene perché somme, crediti e beni, in assenza di dichiarazione, si intendono privi di contestazione. Una dichiarazione quindi che assume una rilevanza fondamentale ai fini del pignoramento presso terzi, di grande importanza sia per il terzo che per il creditore: il primo in questa fase può far valere le sue obiezioni, mentre il secondo può avere certezza della fondatezza dell’azione attivata. Un momento particolare in cui possono anche nascere degli accordi fra terzo e debitore quando, ad esempio, il terzo risulti essere anche nella posizione di creditore verso il debitore. Tali eventuali situazioni vanno immediatamente comunicati al giudice e al creditore, con il primo che basandosi su quanto dichiarato dal terzo ha facoltà di decidere come meglio crede: con l’assegnazione al creditore delle somme richieste, riducendole o rilevando la mancanza di crediti e somme di cui poter disporre.

 

Conti correnti, stipendi, TFR e pensioni possono essere pignorati

Il pignoramento verso terzi produce i suoi effetti anche sui conti correnti bancari e postali, in questi casi le banche e gli uffici postali, detentori materiali delle somme, ricevono l’invito a bloccare i movimenti delle somme gestite. Saranno dunque le banche o le poste a informare, nei modi e nei termini previsti, il creditore sull’eventuale disponibilità di somme pignorabili. Rientrano tra i pignoramenti presso terzi anche quelli riguardanti stipendi, TFR e pensioni. In questi casi la procedura viene espletata coinvolgendo direttamente il datore di lavoro: ente pubblico o privato che sia. Il giudice del tribunale può, ad esempio, disporre il pignoramento dello stipendio per soddisfare i cosiddetti crediti da alimenti. Per le pensioni e le indennità corre l’obbligo di una precisazione importante, in questi casi infatti il pignoramento può avvenire solo parzialmente, cioè può riguardare solo la parte eccedente i 672,78 euro e solo nella misura di 1/5. Escluse, invece, dalla procedura del pignoramento quelle somme utilizzate per gli alimenti. Un divieto sempre valido, salvo che l’esecuzione non venga disposta per soddisfare comunque altre necessità alimentari.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here