Un confronto tra i prezzi dei carburanti

I prezzi dei carburanti hanno un andamento giornaliero e sono aggiornati costantemente dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Tramite il sito istituzionale, è possibile tenere traccia dei prezzi di benzina, diesel, metano e GPL.

Negli ultimi vent’anni i prezzi della benzina sono cresciuti del 75.9%, il diesel del 47.7% e il GPL del 49.9%. È pesante infatti l’impatto delle tasse che nell’ultimo anno hanno inciso per il 63% sul prezzo al dettaglio della benzina e per il 59.9% per quello del gasolio: in pratica, ogni volta che un automobilista si ferma alla stazione di servizio per un pieno da 55 litri, lo Stato si mette in tasca oltre 48 euro sul diesel e più di 55 euro sulla benzina, tra accise e Iva.

Al fine di fornire informazioni utili ai consumatori, la normativa europea e quella nazionale prevedono la pubblicazione dei fattori di equivalenza dei combustibili tradizionali e di quelli alternativi.

L’equivalenza in termini energetici è basata su un dato chimico, il potere calorifico, utile a confrontare i carburanti tradizionali (benzina e diesel, carburanti liquidi) con il GPL ed il metano (gassosi a pressione atmosferica), e che nei prossimi anni diventerà più rilevante, con l’ulteriore diffusione delle auto elettriche e l’introduzione di quelle a idrogeno. Grazie a questo valore, consultabile facilmente online, il consumatore può compare i diversi carburanti dividendo il prezzo del carburante espresso in €/litro per il coefficiente rispettivo.

Parlando in termini di prezzi concreti, dai prezzi medi settimanali viene elaborata una media mensile ponderata con i giorni di presenza di quel prezzo nell’arco del mese. Il dato viene poi pubblicato il giorno dopo la prima rilevazione settimanale nel mese successivo a quello cercato. Dalle tabelle prezzi, più che un’altalena, si riscontra che la dinamica dei prezzi dei carburanti negli oltre 20 mila distributori presenti sul territorio nazionale si può descrivere come delle vere e proprie montagne russe. Percorrendo la penisola da un capo all’altro ci si imbatte infatti in delle differenze nel costo della benzina e del gasolio che hanno dell’incredibile. Il prezzo della benzina attuale, infatti, i consumatori scontano le addizionali regionali adottate da alcune regioni, quali Liguria, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Piemonte e Marche; inoltre gli stessi fanno i conti con scelte commerciali dei singoli marchi e distributori che contribuiscono a diffondere quotazioni la cui differenza è notevole. Oltre al prezzo del greggio, sono presenti anche altre tassazioni: in Italia, la percentuale più alta (66%) dei prezzi di benzina, diesel (61%), GPL (45%) e metano (23%) è costituita dalle accise e dall’IVA. Le accise sono un argomento controverso e, in linea generale, vengono aggiunte in situazioni di emergenza per finanziare una specifica spesa ma non vengono più rimosse. In particolare, in Italia, sono servite a finanziare determinate situazioni di guerra o di emergenza umanitaria: sono cifre molto piccole ma che, in totale, impattano in maniera significativa sui prezzi dei carburanti. In linea generale, nel mese di maggio, c’è stato un rialzo nei prezzi dei carburanti rispetto ai mesi precedenti in seguito all’aumento delle quotazioni dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo.

Nel confronto tra i prezzi medi, nel caso del self-service, la regione in cui è più conveniente fare rifornimento di benzina è il Veneto, con un prezzo di 1.582€/litro; la regione più costosa è il Trentino-Alto Adige, con 1.651€/litro.

Negli ultimi giorni però, dopo il crollo delle quotazioni internazionali del petrolio e alla caduta dell’oro nero sui mercati, Uecoop (l’Unione Europea delle Cooperative) chiede un rapido abbassamento dei prezzi presso le stazioni di servizio. Il crollo del prezzo del petrolio è una opportunità per la ripresa economica in un Paese come l’Italia fortemente dipendente dall’estero per il fabbisogno energetico.

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